Archive for at around evening time

il pelo

in the wee hours

mette tutti daccordo, che bella cosa :-)

ballero’

in the wee hours

… con i piedi al vento, se non stemo attenti.

il Compromesso Sociale Storico, Rutelli mandatelo a casa per favore, meglio in miniera, mars-attac, cose dell’altro mondo.

e pensare che una volta, la’ era tutta campagna.
mimmo bucolico

ps: il 22 posso venire da solo ?

SIAMO TUTTI PER “IL MANIFESTO”

in the wee hours

ANCONA mercoledi’ 22 novembre 2006 ore 20,45
Teatro Sperimentale Via Redipuglia
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uomo Bruno

in the wee hours

… non avrai il mio cappucino!

Leggo i titoli sulla bacheche dei giornalai: “Razzismo, denunciato barista del porto”
Lo conobbi 20 anni fa e mi diede lavoro quando pochi o nessuno lo avrebbero fatto, era ed e’ un bravo signore, gli voglio bene sul serio.

Una sera (inizio estate 2005) con il mio amico Artur, passeggiando per la citta’, arrivammo fino al bar del porto, sempre quelllo.
Ci fermammo, o meglio, ci siamo dovuti fermare perche’ l’ormai noto barista, novello Fallaci, in maniera molto provocatoria e offensiva, inveiva contro un ragazzo, credo tunisino, sicuramente magrebino, forse musulmano … chi puo’ dirlo?
Per farla breve, il sig. Bruno Mabilia, quella sera s’e’ risparmiato tante botte (e se le sarebbe meritate tutte) forse grazie alla presenza di altri due “bianchi”, che come lui oggi, hanno avuto una lezione di civilta’ e legalita’ da un signore africano.
Alcune sere dopo, Artur e io, ripassiamo dal bar del porto, questa volta per farci una bevuta; il sig. Bruno Mabilia fa lo stesso pezzo che presumo abbia fatto ieri: “andatevene, non voglio musulmani, …” il tutto con arroganza, fino a minacciare “te do’ pure do schiaffi”. a me, che ci voglio bene come un padre – per la cronaca, mimmetto sbruffoncello un po’ stoltino: “amico Bruno, non ce prova’” mica uno, per rispetto d’anzianita’ se po’ pia’ do’ bombi cosi’, o no? -
Non credo il mio amico Artur sia musulmano, ma sicuramente je ne po’ frega’ de meno: nato russo, da madre israeliana e da papa’ ceceno (sono tutti morti, compreso il fratello maggiore: guerra Russia-Cecenia).

L’amico ci faceva stare in pensiero da tempo: alterato da una teoria di bicchierini, aveva gia’ distribuito un “un paio di schiaffi” a non si sa bene chi; si sa perche’, tronfio, lo raccontava pure in giro.

E visto che mentre ero dal tabaccaio sotto casa, di questo si parlava e una signora ha dichiarato: “almeno lui ha avuto il coraggio” – abito nel rio’ della fettina – il post e’ un atto dovuto.

Questa triste storia non e’ un equivoco, ammetti che sei un IMBECILLE, te lo dico con affetto.
mimmo

morale: l’alcol (parola di origine araba) fa male. e non solo ai musulmani.

Cannabis

in the wee hours

In quel tempo vivevo a Pedofilonia.
“[...] Il 60% degli incidenti d’auto e dei morti (3600 su 6000) era causato dall’alcolismo, cosi’ pure la maggioranza dei fatti di sangue. A migliaia morivano poi di cirrosi epatica. Almeno 20mila persone morivano ogni anno per gli effetti diretti e indiretti dell’alcol. Ma tutti se la prendevano con il 10% della popolazione che fumava
cannabis. [...]”

Palpare i bambini, tirare la coca, ubriacarsi, rubare, fare la guerra e rompere i coglioni a chi si fa le canne
con tanti commenti dal blog di Jacopo Fo

mimmo babele

in the wee hours

caro mimmoloG,

ieri sera sono andato al cinema, dopo tanti anni. non m’e’ piaciuto molto ma e’ stata un’esperienza interessante – c’e’ tanta parte per il tutto – il cinema moderno mi da’ un po’ l’effetto corriera.
La pellicola enfatizzava l’ipertesto e il tentativo di uscire dalle due dimensioni mi appare barocco. poca poesia, amore forse si’.

Brad Pitt lo poteva fa’ chiunque ;-> il narratore molto bravo e alcune bellissime fotografie. la storia, senza non un morto vero, e’ nulla e reale.

Siamo rimasti un po’ tutti colpiti, chi ha sognato…. io ho ballato con il campione degli earth-wind&fire. il loop sordo e giapponese mi ha dato un’idea (complice il bombino semi-governativo). il cinema moderno e’ imbarazzante.
mo’ ce penso. il film era BABEL

mimmo tarallo
ciao bello

Air-Guitar

in the wee hours

Air guitar è un’espressione inglese con cui si indica il mimare con frenesìa il gesto di suonare la chitarrahttp://it.wikipedia.org/wiki/Air_guitar

“La nostra air-guitar consiste di una interfaccia sensoriale indossabile integrata ad una maglietta tradizionale, che usa software specializzato per associare i movimenti a sample audio” ci spiega Richard Helmer, simpatico ricercatore australiano.
Ed eccolo con la sua T-shirt in uno slego di chitarra rock
http://www.csiro.au/csiro/content/file/pfk8,,.html

ps: ci sono anche le magliette tambourine e gujro!