July 4th, 2007
sud-Salento-Tricase Porto, rimosso, A.D. 2007
Mauro e io siamo sul muretto, si ferma un auto, scendono due fimmine. noi masculi.
[...]
“tu come ti chiami?”
“Maria Assunta”
(uumm) “mimmo, mauro, piacere”
“Diletta”
… Maria Assunta: spaghetti al pomodoro e basilico. poi si libera – occhiali e capelli – l’appetito vien mangiandolo…. e ordina un’allegra frittura di paranza, a meta’ con l’amico Mauro (mauro ti odio, da dentro).
… la Diletta, invece:
“___”
“tu che fai di bello, che lavoro fai? …”
“disoccupata, cerco un lavoro dalle 9 alle 11″
“ah, che prendi Diletta?”
“___ “(dubbio atavico)
“un … un tirami su”.
Che dire, piccini… continuiamo cosi’, facciamoci del bene.
salute
mimmo
ps: “mi scusi signora: i Cappuccini/le Poste?”, “sono fidanzata.”, “anche io, grazie.”
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July 3rd, 2007
RISORANTE “a casa mia” cucina NON-STOP
TRATTORIA-BAR-ROSTICCERIA-BUFFET
Via C.Colombo, 147 |Tricase Porto (Lecce) | 347 3808732
Tricase Porto
Mangiare Bere Uomo Donna … “a casa mia” si mangia molto bene:
ci mangio/mangiamo quasi tutti i giorni da piu’ di tre mesi.
L’oste si chiama Andrea; piu’ Anna Rita la sorella, Noris la guapa equadoregna, il nipote Matteo figlio di Rita… insomma tanta famiglia.
Tricase dista circa 3 kilometri. Anche oggi, per la strada che porta in paese, ho incontrato un simpatico signore, con i baffi e il giornale in mano, tornare a piedi dall’edicola su in piazza Pisanelli.
Un forestiero come me.
Italiani e stranieri, masculi e fimmine, duchi e tarantolati, estinti e neo-esistenzialisti…. nel Salento. E qui ci troviamo nel sud-Salento, a 10km da Leuca. finis terrae ;->
Se passate per il porto di Tricase (Lecce-Maglie-Tricase-Tricase Porto) fermatevi “a casa mia“, che’ il pesce e’ buono.
Poi … mi venite magari a trovare; mi chiamo domenico e abito qui all´angolo.
Borgo pescatori.
(TRICASE PORTO – LECCE)
a presto!
mimmoloG
ps: “a casa mia” dopo il caffe’. Scrivo questo post da un tavolo vista mare … ma tra un po’ mi ci ciuffolo :-
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June 24th, 2007
Deutsch: Sex am Apparat
english: sex over the phone
italiano: se mi sbattevo un Village People mi divertivo di piu’.
Fa caldo.
Sono appena uscito dall’edicola, ultima tappa dopo le tante piccole commisioni; cerco un mio momento, mi avvicino al bar di questa bellissima Piazza Pisanelli.
Suona il telefono: e’ sabato. e’ lei perche’ si deve lamentare.
All’una di giorno/parliamo tedesco/sotto il sole cocente.
[…] provo a introdurmi nel racconto ma la prende come una mancanza di rispetto […] mi arrendo: “sei una rompiballe, voglio andare a casa. ho bisogno di mangiare e di riposarmi. ciao”. metto giu’. poi mangio un panino all’ombra del condizionatore, ci ripenso come i, le invio un paio di sms distensivi. le scrivo con sincera passione che dopo 3 mesi di lontananze, mi farebbe piacere sentire almeno la sua voce e … insomma, che viene meglio in compagnia.
Il nulla.
Con in testa tanti punti interrogativi, m’imbosco.
Tuttavia, dal bagno di sotto – ho ospiti in casa – ancor desideroso … l’ennesimo sms, ma il telefono non alfabeta.
Seduto sulla tazza, me ne faccio una ragione: le intrepide intenzioni si ridimensionano e tutto torna come prima.
Scorre quindi la cronaca, la pagina della cultura…. squilla il telefono! Oppebbacco! drin, drin, drin (molle-bazzotto-SemiduRO) … e invece no (zero): “sono stanca – e’ sabato (ndm) – lasciami dormire, non ho voglia di rubbeln….” … “…mha … (niemand hat dich gefragt…) ero io/ich, ich haette gehabt una mezza idea eine das …” (less than zero)… avevo, ebbi, ebbi abbuto … ho pure chiesto scusa, di un qualcosa che non ho capito, nella speranza di due minuti, un minuto e 40 secondi…. (continuera’?)
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May 23rd, 2007
Tricase porto, 22 maggio 2007
SALENTO BLUES/un pomeriggio azzurro o giu’ di li’.
Sono qui da piu’ di due mesi e non me ne voglio andare, neanche per un giorno…. che bell’effetto :->
Mi trovo nel Salento, dove da circa un anno e mezzo … pascolo tra il curioso e il faceto, in cerca di me. E qualcosa trovai: una casa, la casa.
Casa mia. La abito da un mese o poco piu’: e’ un cantiere con pareti e impianti precari, cose a meta’. Insomma, una bella metafora.
C’e’ il mare. Un grande uliveto, immerso nella macchia del monte, apre al verde due lati della casa.
Rosso. La t erra profuma di uomo e di donna.
Io mi trovo bene, piano piano, mi sono organizzato; gia’ dall’anno scorso – rinnovato l’assicurazione – posseggo uno scooter. Un centoventicinque, per andarci in due, leggero, quattro tempi che sono contentissimo! Occhei, e’ uno ZIP-125cc. Piaggio.
Da una settimana, invece, guido stupito una bellissima 500, colore blu’ aviazione; una 500 Fiat del 1968, in ottime condizioni.
Mi sono avventurato a Lecce, 50 km. piu’ tanti a venire; due volte Tricase-Maglie e un paio di giri intorno al porto o sulla litoranea.
Il giorno scorre calmo e luminoso. Amo il silenzio di questo angolo. Puoi vederlo dal “satellite”, con Google … Eso es.
mimmoloG
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